Scopo della scuola è educare e tale intento traspare chiaramente dal titolo di questa raccolta: “Italiani si diventa”. Le cronache contemporanee ci rappresentano in modo evidente quanto sia necessario che si formi una coscienza comune nella nostra Nazione per poter poi affrontare le problematiche, negli ultimi tempi soprattutto economiche, che si presentano sempre più con maggiore urgenza. L’occasione del 150° dell’Unità d’Italia si presta quindi a una rivisitazione del percorso che ci ha portati alla formazione del nostro Stato, un momento importante, quindi, non solo per vedere le molte cose che uniscono gli italiani, ma anche per analizzare tutti gli errori che sono stati fatti fino ai nostri giorni. La rielaborazione di queste tematiche da parte degli studenti è fondamentale in quanto saranno proprio loro gli attori principali dell’Italia che verrà. L’analisi del sacrificio, degli ideali limpidi, della generosità che hanno animato la gioventù del nostro Risorgimento non possono che fornire un ottimo viatico per le responsabilità che attenderanno i ragazzi di oggi in un prossimo futuro. Per tutto questo Banca Valdichiana ha confermato, per il terzo anno consecutivo, il suo contributo a questa importante iniziativa pedagogica.
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valdichiana
Ed eccoci giunti alla seconda edizione del Progetto “Facciamoli scrivere”, promosso dalla Scuola Secondaria di Primo Grado di Monte San Savino, in collaborazione con la nostra Banca.
Questo Progetto sta crescendo e si sta sviluppando in contemporanea con il nostro arrivo nella cittadina di Monte San Savino; ci è stato infatti presentato subito dopo l’inaugurazione della Filiale, suscitando in noi un grande interesse sin dal primo momento.
L’avvento ed il crescente sviluppo delle nuove tecnologie, rappresentato dai computers, telefonini e apparecchiature palmari, ha profondamente modificato il modo di interagire tra le persone, prediligendo la velocità, penalizzando quindi il fondamento della trasmissione della storia e delle esperienze: la scrittura.
“Facciamoli scrivere” si muove nella misura diametralmente opposta, favorendo lo sviluppo della capacità di mettere su carta le nostre esperienze, anche indirette.
Da molti anni nelle nostre classi sono presenti sempre più spesso alunni provenienti da Paesi diversi, che portano con sé il proprio bagaglio culturale e le proprie tradizioni. Un Progetto comune costituisce, da un punto di vista sociologico, una preziosa ricchezza, aiutando di fatto l’integrazione tra i ragazzi. Il mettere a confronto i rispettivi retroterra culturali consente quindi di esorcizzare le paure, e di notare che spesso sotto diversi modi di raccontare i fatti, si celano le medesime problematiche.
La narrazione delle paure di ciascuno, tema di questa raccolta di racconti, consente anche di allontanarle o, perlomeno, di limitarle, nel momento in cui sono condivise con chi ti sta accanto. Un’operazione questa, tanto più importante quanto più la nostra società appare chiusa in sé stessa, arroccata nella difesa di un benessere materiale che diventa effimero se non accompagnato da magnanimità.
Banca Valdichiana non poteva ignorare la potenzialità di questa pubblicazione e, facendosi forte di quei valori che sono propri della nostra cultura da millenni, come già Terenzio indicava dicendo che <<nulla di umano considero lontano da me>>, ha dato di buon grado il suo contributo.
Gli studi umanistici in generale e la letteratura in particolare raggiungono il loro massimo grado quando riescono a coniugare il gusto del bello con la formazione di colui che ne usufruisce. Una formazione che trasformi il fanciullo di oggi in un uomo consapevole delle proprie scelte nel futuro. In qualsiasi attività si eserciti l’azione, dall’economia all’arte, dalla tecnologia allo svago, si deve sempre, invero, avere presente l’importanza di alcuni valori fondamentali.
Tenendo fede a questo intento Banca Valdichiana partecipa con entusiasmo al progetto che vede la realizzazione di questo volume, cercando di difendere la solidarietà, la mutualità e tutte quelle virtù che consentono uno sviluppo armonico della società.
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valdichiana
Questo volume si aggiunge alla collana “I Tesori di Chiusi”, che ha visto la pubblicazione nel 1997 di Chiusi Cristiana e nel 2000 di Chiusi Etrusca. Uno degli scopi della serie è quello di fornire monografie specialistiche su un’importante città dell’antichità. Non bisogna dimenticare, infatti, che finché l’impaludamento non strozzò, in pieno Medioevo, l’economia della Valdichiana, Chiusi occupò un’importanza regionale, come testimonia indirettamente l’estensione della sua diocesi, che, nel periodo di massima espansione, andava da Bagnoregio a sud, fino alle porte di Cortona a nord e dal Lago Trasimeno ad est, fino a Sant’Angelo in Colle ad ovest, ormai sulla strada del mare, arrivando a toccare Castiglione della Pescaia, Roselle e Sovana. Tale estensione era ancora in gran parte conservata nel 1200, con l’esclusione dei territori passati in mano alla diocesi di Orvieto. Si può inoltre ipotizzare che il territorio chiusino ricalcasse in epoca gotica quello dell’antico municipium romano, come sta lì a dimostrare, all’indomani della fine del potere gotico in Italia ad opera dei Bizantini, la riedificazione del Duomo (metà del secolo VI). La costituzione di un Ducato longobardo testimonia infine la continuità di importanza del centro dal VI fino al secolo VIII. Parlare di Chiusi antica e alto medioevale significa, quindi, parlare di gran parte della storia dei territori su cui, nei nostri giorni, estende la sua competenza operativa Banca Valdichiana. Fare cultura in un periodo come questo non è solo una mera operazione di immagine. Se si pensa infatti che all’origine della crisi economica, che ha prostrato negli ultimi mesi tutto il mondo, c’è una fondamentale carenza di valori etici, mai come adesso è necessario rifarsi alla lezione che ci tramanda la Storia. Così in un tempo, quale è il nostro, di intensa immigrazione, il modello di integrazione tra Goti prima e Longobardi poi, con la popolazione di origine latina, ci dà una chiave di lettura dei problemi che stiamo vivendo nei nostri giorni. Lo stesso motto del nostro Istituto (differente per responsabilità) acquista una luce diversa se posto alla luce del celebre verso di Odissea I, 32 «Ah! quanto i mortali incolpano gli dèi!». Fin dagli albori del pensiero occidentale è quindi parsa fondamentale la questione della responsabilità. Responsabilità che la Banca si vuole assumere, come acquisto fondamentale di valori, profondamente immersi nella cultura delle nostre terre, che questa e le altre pubblicazioni finanziate dall’Istituto stanno a testimoniare. Dalla dichiarazione di principio, poi, è necessario passare all’azione e allora si vede come i valori di solidarietà e condivisione si sviluppano nel sostegno della Banca all’economia locale, con una particolare attenzione a tutti quegli organismi che nella comunità si occupano delle categorie più deboli. L’attività stessa di una banca di credito cooperativo è profondamente legata all’economia reale, cioè a tutte quelle attività che formano reddito dalla produzione di beni e servizi volti al miglioramento delle condizioni di vita; perché prima di tutto l’economia è una disciplina nata per servire la società e non il contrario.
Banca Valdichiana il Consiglio di Amministrazione
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Ricordo di Monsignor Domenico Pipparelli
Monsignor Domenico Pipparelli (Chiusi 1880 - Perugia 1944) fu un sacerdote estremamente moderno per l’epoca in cui visse: uomo capace di grandi visioni, infaticabile nello sfornare idee ed efficacissimo nel realizzarle. La sua figura caratterizzò la vita religiosa e sociale di una vasta zona al confine tra la Toscana e l’Umbria. Nonostante egli provenisse da una famiglia modesta (nacque a Chiusi il 5 gennaio 1880 da Ireneo, un fabbro, e da Assunta Bianchi, una casalinga ed ebbe come secondo nome quello di Celso) si dedicò agli studi laureandosi in teologia e giovanissimo divenne sacerdote; fu valente predicatore e animò, con il suo attivismo inesauribile, la società chiusina nel primo decennio del Novecento proseguendo poi la sua attività a Ficulle per più di trenta anni. Alcune istituzioni da lui create (le Casse Rurali di Chiusi e di Ficulle, la Casa per anziani di Ficulle, sono tutt’ora operanti e, come nel caso della Cassa chiusina oggi Banca Valdichiana, hanno avuto un florido sviluppo). I cattolici, a lungo assenti dalla vita politica della nazione dopo le vicende del 1870, iniziarono ad occuparsi delle questioni sociali dopo la pubblicazione, il 15 maggio 1891, dell’enciclica di Leone XIII sulla questione operaia (Rerum Novarum). La povertà e l’usura segnavano allora la vita dei contadini, degli operai, degli artigiani, che cercavano soluzione ai loro problemi mediante l’associazionismo operaio socialista. A Chiusi nel 1902 si svolsero pesanti scioperi proclamati dalle leghe socialiste e nel 1904 i socialisti conquistarono il potere. Scarica formato PDF (0,6 Mb)
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